

Granchio di fiume
Potamon fluviatile
territoriale e aggressivo al punto giusto…
DESCRIZIONE
Il Granchio di fiume presenta un cefalotorace di forma quadrangolare e assume un colore arancio scuro, con variazioni roseo-violacee e strie giallastre; Nel capo sono presenti gli occhi composti, sostenuti da un peduncolo: essi possono essere ritratti in cavità orbitali. L’addome si trova ripiegato centralmente: nelle femmine esso è tondeggiante ed espanso e ricopre quasi completamente lo sterno tanto da costituire una rudimentale tasca protettiva capace di trattenere le uova e i piccoli. Nei maschi l’addome è invece di forma triangolare ed assai più stretto, lasciando libera buona parte della superficie inferiore.
TAGLIA
Peso: 3-15 grammi
Lunghezza (del carapace): 5 cm
RIPRODUZIONE
Accoppiamenti: aprile-maggio
Numero di uova: 50-200
Schiusa delle uova: giugno-luglio
ALIMENTAZIONE
Si ciba di residui vegetali di vario genere, comportandosi da tipico detritivoro, ma predilige insetti, molluschi e resti di pesci e anfibi; la dieta carnea è prevalente nei soggetti giovani.
HABITAT
Il Granchio è reperibile in pianura e nella prima collina anche presso fossati artificiali e in prossimità delle sorgenti e degli stillicidi che si generano all’interno dei boschi con ricca lettiera.
Questo crostaceo sembra molto più portato alla deambulazione terrestre rispetto al gambero indigeno e non è raro trovarlo “arrampicato” ai bordi delle cascate soprattutto dove queste presentano concrezioni travertinose, tipicamente bucherellate, che offrono immediato riparo in caso di pericolo. Alle nostre latitudini il Granchio di fiume è attivo dalla primavera all’autunno inoltrato.
ECOLOGIA
Il Granchio di fiume manifesta un comportamento terrestre, aggressivo e territoriale, sicuramente più del Gambero, tanto che la convivenza delle due specie nel medesimo tratto di un corso d’acqua è alquanto improbabile; non di rado il Granchio perlustra anche le rive asciutte dei torrenti dato che il reperimento di cibo ad alto valore proteico è più probabile in ambiente aereo.
Durante il dì rimane nascosto nel proprio rifugio scavato sotto i sassi o tra le radici degli alberi, in prossimità delle sponde; la costruzione della tana è fondamentale per la sopravvivenza di questa specie e può essere interpretata come un adattamento sviluppato per superare i periodi più siccitosi.
L’areale del Granchio di fiume risulta alquanto frammentato e manifesta una progressiva contrazione: le cause sono imputabili principalmente all’inquinamento da insetticidi e pesticidi e alla pesca di frodo. La diminuzione delle portate dei corsi d’acqua, la discontinuità fluviale, le captazioni abusive e i tagli eccessivi della vegetazione ripariale influenzano negativamente lo stato già precario accusato da molte comunità di questo crostaceo.
PROTEZIONE
In Emilia-Romagna è tutelato dalla L.R. 15/06 ed è ancora relativamente comune in Romagna.
APPROFONDIMENTI
• Vulnerabili e minacciati crostacei di torrenti e ruscelli: il gambero e il granchio di fiume (collana biodiversità e conservazione 6)
• Crostacei delle acque dolci della Romagna: Granchi, Gamberi e Gamberetti (collana informazione ‹ divulgazione 10)
ALTRE INFO

VISIBILE NEL MUSEO
pianta > vetrina 11
VISIBILE NEL TERRITORIO
nella Riserva Regionale Bosco di Scardavilla, nei dintorni del
Segnaposto Granchio di fiume




