Progetto R.I.S.CO.N.T.R.O.

(ovvero: Raccordare Informazioni Scientifiche, Coinvolgendo Nuove Tecnologie, Raccontando Originalità)

Il Museo di Ecologia di Meldola espone, seppur in spazi di allestimento ridotti, una pregevole serie di reperti che permettono al visitatore di “addentrarsi” nelle principali fasi della “Storia naturale della Romagna geografica”, di vedere (e di venire a contatto) con gli organismi più significativi della Biodiversità di ieri e di oggi.

Il museo si è dotato inoltre di varie tipologie di sussidi cartacei (poster, schede didattiche, depliant, pieghevoli, guide) afferenti a distinte collane editoriali (proprie) che nel complesso sommano a circa 40 prodotti di vario livello divulgativo e scientifico.

Il Museo oltre a occuparsi direttamente della struttura espositiva permanente e dei depositi museali gestisce, in convenzionamento con l’Ente Parchi e Biodiversità Romagna, l’unica Riserva Naturale Regionale (il Bosco di Scardavilla) presente in provincia di Forlì-Cesena) e un’Area didattica e scientifica polivalente, dotata di un Giardino Botanico e di un Centro di allevamento della Fauna Minore di interesse regionale presso il Parco delle Fonti a Meldola.

Le aree naturali sono dotate ciascuna di un percorso didattico arredato di bacheche e punti informativi tradizionali (pannelli didascalici) che offrono grandi opportunità per lo svolgimento della didattica outdoor; da sempre sia l’educational scolastica, l’escursionismo guidato e i corsi specialistici promossi dal museo si compongono di più momenti, svolgendosi su svariate location (il percorso espositivo museale e quello esterno) in una delle aree sopra menzionate).

Il presente progetto si pone quale obiettivo la realizzazione di una serie di azioni strategiche volte ad arricchire, migliorare e integrare la fruizione museale fornendo informazioni aggiuntive circa il reperto, l’exhibits musealizzato; ogni exhibits è dotato di singola cartellinatura che ne indica nome, presenza nel territorio e status di conservazione.

Il progetto implementa queste informazioni di base agendo su un “apparato didascalico esterno, virtuale” (una scheda di contenuti testuali, grafici, fotografici, video e audio contenuti in questo sito web), il cui accesso è possibile anche mediante scansione di un codice QR-code collocato presso le vetrine, esternamente ad esse, nell’intento di far accedere il visitatore a dei contenuti aggiuntivi per approfondire, a proprio gradimento e scegliere secondo le proprie preferenze, tra i vari oggetti musealizzati quello per il quale avere ulteriori notizie e informazioni.

A tal fine sono stati individuati, per ora, 10 reperti, tra i più rappresentativi e iconici ai quali corrisponderanno altrettante schede descrittive on line:

  1. Cervo volante
  2. Tritone crestato
  3. Testuggine palustre
  4. Cassandra
  5. Barbagianni
  6. Granchio di fiume
  7. Gatto selvatico
  8. Raganella
  9. Moscardino
  10. Libellula smeraldo meridionale
  11. Ramarro
  12. Martin pescatore

Nei rispettivi ambienti naturali, direttamente gestiti dal Museo civico/comune di Meldola, saranno installati semplici totem (a implementazione degli arredi già esistenti) dotati di una grafica evocativa del progetto che, utilizzando un analogo QR-code rimanderanno alla scheda descrittiva e al reperto presente nel museo e a questo sito che funge da “antologia e banca dati”.

In definitiva il reperto musealizzato sarà virtualmente collegato, avrà un riscontro (da cui l’acronimo di progetto) a una serie di schede didattiche informative e sarà linkato all’ambiente naturale in una sorta di “doppia ambientazione”: quella prettamente museale, ma anche quella naturale, vincendo quel tipico gap di decontestualizzazione che il reperto naturalistico accusa. Il progetto costituirà pertanto (o almeno questa è la nostra intenzione in merito agli obiettivi attesi) un vettore capace di indurre l’utente ad esplorare in forma indoor il museo, così come indagare più consapevolmente gli ambienti naturali limitrofi; viceversa chi si recherà in visita lungo i sentieri della Riserva Regionale, delle aree attinenti il Parco Fluviale meldolese e il Giardino Botanico-area allevamento fauna minore (presso il polo didattico scientifico del Parco delle Fonti a Meldola) sarà spronato a recarsi al museo per “vedere e toccare” l’animale, la pianta, il fossile ivi custodito, entrando in simbiosi con l’oggetto-icona, testimone dell’attuale o del pregresso sistema naturale, magari poco percepibile e difficilmente osservabile dal vero.

Parallelamente verrà messa a disposizione (digitalizzata) una grande mole di sussidi cartacei già realizzati in questi anni dal museo per implementare la fruizione del patrimonio custodito tramite questo sito web (ove questi elementi, in formato es. PDF, saranno allocati), fornendo un servizio sia al cittadino studente, al ricercatore, come al semplice appassionato.

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